Il 24 luglio esce ufficialmente Sotto Pelle.
Non è un annuncio come tanti: è la fine di un percorso di scrittura lungo e, in un certo senso, l’inizio di un altro — quello in cui il libro smette di essere solo mio e diventa anche di chi lo legge. In questi giorni mi arrivano spesso le stesse domande, quindi ho pensato di rispondere qui, a tutte quante.
Cosa troverai dentro
Non è un diario e non è un saggio. Sono capitoli brevi, spesso legati a un luogo o a un oggetto preciso — uno specchio, uno spogliatoio, una sala d’attesa — perché è così che i ricordi mi sono tornati in mente mentre scrivevo: non in ordine, ma a scatti, legati a dettagli fisici più che a date.
Alcuni capitoli sono duri da leggere, altri sono quasi leggeri. Non ho cercato un tono uniforme, ho cercato di essere fedele a come le cose sono successe davvero, anche quando questo significava saltare da un ricordo felice a uno che ancora fatico a rileggere.
Chi si aspetta un libro “a tema” resterà forse spiazzato: la transizione c’è, ma non organizza il libro. A organizzarlo sono i legami tra le persone — con mia madre, con chi ho amato, con me stesso a età diverse.
A chi è rivolto
A chiunque abbia dovuto trovare il coraggio di dire una cosa vera, anche piccola, anche solo a se stess*. A chi ha cambiato strada e si è sentito giudicato per questo, o ha avuto paura di farlo. A chi in famiglia ha vissuto un silenzio che pesava più delle parole. Non serve riconoscersi in una transizione per riconoscersi in questo libro — basta aver avuto, almeno una volta, qualcosa dentro che faticava a uscire.
Se è così anche per te, ci vediamo il 24 luglio. Prenota il tuo posto QUI